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giovedì 30 giugno 2011

Il segreto delle donne: l'orgasmo si impara



Il segreto delle donne - Viaggio nel cuore del piacere (di Elisa Brune, Yves Ferroul, Ponte alle Grazie) è un libro che tutte le donne - e tutti gli uomini - dovrebbero leggere per comprendere e vivere al meglio la sessualità. In particolare, l'argomento trattato nel libro è uno tra i più misteriosi, inesplorati e affascinanti di sempre: l'orgasmo femminile.
Per alcune è un problema, per altre una certezza, per altre ancora un mito o un segreto da custodire, spesso e volentieri oscuro per le stesse titolari: la rivoluzione sessuale, le scoperte scientifiche e i cambiamenti sociali infatti non sono bastati a colmare quel gap nella sessualità femminile. Le informazioni sono spesso confuse e anche basarsi sull'esperienza non è poi così immediato, visto che anche tra donne è difficile parlarne sinceramente, confrontarsi su un tema tanto delicato e desiderato da rappresentare un pericolo per l'orgoglio femminile: per una donna "non godere" o "non godere abbastanza" potrebbe benissimo essere frustrante quanto l'impotenza per un uomo.
Il rischio è, ancora una volta, quello di non riuscire ad esprimere il proprio potenziale erotico, restando ingabbiate in vecchi schemi, in concezioni errate o in cattive abitudini.
Così gli autori si sono messi all'opera, raccogliendo la summa sapere scientifico e le esperienze sessuali di 304 donne, dalle ventenni alle over 60. Il risultato è un saggio nel senso letterale del termine, che raccoglie informazioni scientifiche attendibili sulle geometrie del piacere e dà al tempo stesso un nuovo punto di vista nel considerare il piacere: l'orgasmo femminile non è mai uguale a sé stesso, esistono tante varietà di piacere e di modi di raggiungerlo quante sono le donne nel mondo. Soprattutto, godere non è affatto scontato, si impara.
Facciamo un passo indietro e torniamo all'origine della questione: perché esiste l'orgasmo? La teoria avvalorata dagli autori è che le donne possano provare l'orgasmo perché gli uomini devono provarlo (allo stesso modo gli uomini sono provvisti di capezzoli anche se non gli servono), in funzione dell'evoluzione della specie (gli uomini devono avere un orgasmo per eiaculare e quindi assicurarsi una discendenza). Una sorta di reminescenza di quello stadio dello sviluppo in cui le cellule da essere uguali si diversificano, dando vita a un maschio o a una femmina. Proprio perché non direttamente necessario alla riproduzione, l'orgasmo femminile non è si è sviluppato in modo sistematico (godere così o colà, per una donna, non è soggetto alla selezione naturale). Non solo: per lo stesso motivo, provare un orgasmo non è automatico.
Da qui deriva quindi la grande varietà dell'orgasmo femminile e il fatto che a volte sia difficile raggiungerlo. Ogni donna quindi si troverà a dover apprendere come arrivare al piacere, attraverso un percorso fatto di scoperte, emozioni, esperienze, trovando la sua personalissima strada per arrivare all'apice. Nel libro, si legge che la genetica coincide sono del 30% nel determinare l'accesso al piacere e si può perfettamente notare che alcune donne avrebbero più orgasmi, se adottassero la concezione di "apice del piacere" adottata da altre: che più quello che conta è il proprio "vissuto sessuale".
Una volta assimilata questo concetto, sarà più facile per ogni donna accettare anche le proprie caratteristiche, e riuscire a goderne nel senso più reale del termine, senza sentirsi in dovere di essere omologata a un sistema improntato sulla sessualità coitale e maschile, e che per secoli ha soffocato la spinta erotica femminile.
Sempre secondo gli autori, sono 4 i passi che le donne dovrebbero fare per poter accedere al proprio potenziale orgasmico e vivere una vita sessuale felice.
1 - Sviluppare la competenza sessuale. "Bisogna essere informati, istruiti, esercitati", che significa acquisire delle conoscenze su come funziona il corpo umano. Ad esempio, che l'orgasmo è una reazione cerebrale, con manifestazioni fisiche, e che sarebbe sufficiente la sola "accensione" di alcune zone cerebrali per scatenare il piacere, senza alcuna stimolazione genitale: di fatto il vero organo sessuale umano è il cervello. Oppure che l'organo femminile responsabile del piacere è il clitoride - amologo del pene maschile - mentre la vagina ha solo funzioni riproduttive e non è particolarmente innervata: il mitico "orgasmo vaginale" di per sé non esiste e si può parlare piuttosto di stimolazione per via vaginale del clitoride, le cui radici, che si estendono anche più di 9 cm all'interno del corpo, circondano le pareti della vagina. Ecco perché gli esercizi Kegel migliorano il piacere.
2 - Sviluppare la propria cultura sessuale. "Praticare il sesso con intelligenza presuppone anche il fatto di interessarvisi in una maniera più ampia che non solo in relazione a sé stessi. Un artista o uno sportivo di alto livello sono impregnati della cultura della propria disciplina. Bisogna ascoltare, guardare, leggere, discutere"... Qualche esempio? Un po' di sana letteratura erotica!
3 - Fare un investimento sessuale. "Non si diventa delle virtuose praticando un'arte di tanto in tanto". Per perfezionarsi e apprendere i meccanismi del proprio piacere, diventando amanti più soddisfatte sia per sé stesse che per il partner, occorre fare tanta, tanta pratica. Di conseguenza dare una priorità alla propria vita sessuale e fare un investimento in termini di tempo ed energie sul proprio godimento. In altre parole: invece di guardare un telefilm che non vi interessa in tv, fate l'amore (anche con voi stesse)!
4 -  Sviluppare la curiosità sessuale. "Fare l'amore non significa andare alla ricerca del migliore, per sé o per l'altro. Significa trasformare questa ricerca in un'avventura che coinvolge entrambi i partner, un'avventura che provoca brividi, batticuore, vertigini. È un modo per incontrare l'altro in modi diversi, e all'interno di scenografie che dipendono solo da voi. [..] La vostra sessualità vi appartiene, è uno dei pochi ambiti in cui potete essere veramente libere, se lo desiderate. [..] Potete vivere la sessualità come un'esperienza di verità e di libertà, un momento in cui esplorare i confini del proprio essere"

giovedì 23 giugno 2011

10 classici della letteratura erotica

I titoli e gli autori culto della letteratura erotica, irrinunciabili per chiunque ami unire il piacere del sesso e quello di leggere. Da Anais Nin al Marchese De Sade, dal Macellaio all'amante di Lady Chatterly, ecco i romanzi hard che non possono mancare nella collezione.


Il delta di Venere, è forse il libro che più di ogni altro - oltre gli indimenticabili Diari - rappresenta lo stile erotico di Anais Nin, scrittrice culto della letteratura erotica del '900. Con i suoiracconti - scritti su commissione per un misterioso committente, lavoro procuratole dall'amico e amante Henry Miller - Anais è in grado di eccitare i sensi e di sondare le più intime profondità dell'animo umano, esplorando anche le più sordide fantasie con grazia e straordinaria potenza.



L'amante, opera di Marguerite Duras, racconta la storia d'amore in parte autobiografica tra un'adolescente francese e un giovane miliardario cinese nell'Indocina degli anni '30. Un racconto che ha scandalizzato e stupito con la sue terribile dolcezza, capace di evocare tutti gli eccessi delle passioni e della gioventù.




Emmanuelle, di Emmanuelle Arsan, è stato pubblicato per la prima volta a Parigi nel 1967. Da lettura di nicchia è diventato abbastanza rapidamente un best seller mondiale e ha dato vita anche a una serie di film erotici dapprima tratti, e poi ispirati al romanzo. La storia racconta le avventure erotiche, sofisticate e libertine al tempo stesso, della giovanissima moglie di un diplomatico francese a Bankok,eroina sessualmente emancipata e culturalmente cosmopolita, in omaggio al classico binomio erotismo-esotismo.



Fanny Hill - Memorie di una donna di piacere, di John Cleland, risale addirittura al metà '700, a dimostrare che la letteratura erotica non sia di certo un'invenzione moderna. Nonostante sia quindi particolarmente datato, questo romanzo è tanto scabroso, erotico ed intenso da essere considerato a tratti pornografico e in più di 2 secoli non ha mai smesso di turbare ed incantare generazioni di lettori. Fanny Hill infatti è una donna che ama il piacere e celebra le gioie del sesso in ogni modo, ma non perde mai il suo candore, la sua allegria, la sue grazia.



Il macellaio è il romanzo che più di ogni altro ha portato successo e fama alla sua autrice, Alina Reyes, diventano rapidamente un caposaldo della letteratura erotica mondiale. Racconta la storia di una giovane studentessa che viene sedotta da un macellaio e coinvolta in un'avventura erotica tanto eccitante e passionale quanto morbosa...



L'amante Lady Chatterly, di D.H. Lawrence, è uno di quei libri che ha fatto scandalo, generando un violento dibattito. Pubblicato per la prima volta nel 1928 a Firenze, il romanzo non fu osteggiato per le scene erotiche in cui venivano descritte dettagliatamente gli amori di Lady Chatterley, ma per il risveglio culturale e la voglia di libertà femminile che aveva pervaso i primi decenni del '900, espressi dalla protagonista, poco avvezza alla vita da lady e che si innamora del guardiacaccia. In altre parole Lady Chatterly non andava contro il buon costume ma al potere maschile, cosa che ne ha fatto una vera eroina, oltre che un personaggio indimenticabile.


Tra i romanzi erotici, Histoire d'O, pubblicato nel 1954 dall'autrice francese Dominique Aury sotto lo pseudonimo di Pauline Réage, è di certo uno dei più controversi. Il romanzo esplora la dinamiche deirapporti erotici di dominio e sottomissione, raccontando la Storia di O, che per amore di René acconsente a recarsi al Castello di Roissy, dove sarà alla mercé di altri uomini e sperimenterà ogni tipo di pratiche erotiche, in un apprendistato sessuale che la renderà una perfetta schiava. E proprio in questa dimensione di annullamento della volontà che O trova la sua felicità, anche se il suo "padrone" non sarà Renè, ma un altro uomo..


Le età di Lulù, di Almudena Grandes, racconta una l'erotismo a tratti ossessivo, impulsivo, che spinge inevitabilmente la protagonista del romanzo verso qualsiasi forma di trasgressione, come conseguenza di un primo grande amore (con Pablo) coltivato per anni nella distanza e nel desiderio. Il libertinaggio però è una parte fondante del rapporto, e anche quando Lulù cerca di fuggire da quello che era suo marito per farsi una vita propria non può fare a meno di essere attratta da una sessualità sfrenata e torbida...

Il Marchese De Sade è senza dubbio uno degli autori simbolo della letteratura erotica, specie della più scabrosa e "oscura". Tra le due opere più celebri spiccano La filosofia nel boudoir, in cui si narra delle lezioni del precettore Dolmancé, maestro di lussuria e di crimine, che hanno luogo nel "delizioso boudoir" di Madame de Saint-Ange, e Justine, ovvero le disgrazie della virtù, che racconta una Francia in cui dominano il vizio e la corruzione.





Non fa realmente parte della letteratura erotica, eppure è di grande ispirazione. In Tropico del cancro, Henry Miller racconta, con linguaggio fluidamente realistico, la vita e le imprese - incluse quelle erotiche - sue e dei suoi amici nei quartieri poveri della Parigi degli anni '30. Tra alberghetti, postriboli, café e vicoli si snoda così l'avventura/disavventura nel viaggio dentro sé stessi, compresi i desideri più carnali.





sabato 18 giugno 2011

Nick Guerra


Nik Guerra, classe 1969. Prolifico disegnatore di fumetti, nonchè autore di dipinti d'arte dall' indiscreto fascino sexy pop. Nato a Massa Carrara, si innamora, fin da bambino, del mondo dei fumetti e dei cartoni animati, sviluppando una predilezione per i fumetti degli anni 60 di John Romita e quelli anni 70 di Leiji Matsumoto.

Scelta fra una rosa di personaggi femminili da lui stesso creati (protagoniste di pin-ups realizzate durante gli anni 90), MAGENTA, ad inizio del 2000, viene trasportata nella dimensione del fumetto grazie alla collaborazione con lo sceneggiatore Celestino Pes

Inizialmente edita nel volume, "Invitation To Hell", dalla Mondo Bizzarro Press, l’agente e traduttore Bernard Joubert, nel 2003 fa approdare la serie in Francia, in cui il personaggio vanta già quattro edizioni (IPM, Agorà, La Musardine/Dynamite e Delcourt). Altre collaborazioni sono quelle con Enrico Teodorani per la realizzazione di alcune storie brevi del personaggio DJUSTINE.


In Italia i lavori di Nik Guerra vengono regolarmente pubblicati per Coniglio Editore su due collane: "X Comics" e "I Classici Dell'Erotismo".


Nel 2008 (assieme a MILO MANARA , fra gli altri), viene invitato al rinomato Festival Dell'Erotismo 2008 di BRUXELLES, realizzando un illustrazione destinata, oltre che per il portfolio ufficiale della manifestazione, ad essere esposta permanentemente presso il museo del fumetto erotico della capitale belga. 

Sempre per quanto riguarda il mercato francofono, Nik Guerra viene incluso in una pagina nella prestigiosa enciclopedia de “La Bande Dessinèe Erotique” di Henry Filippini.

Sempre nel 2008 Magenta sbarca in USA con il volume “Magenta - The Color Of Sex” per SQP Publishing, che sarà il primo di una serie di 3 volumi. Sempre per gli USA, pinups di Magenta e Djustine sono state selezionate e pubblicata nei libri americani della serie APHRODISIA "Art of the Female Form", della Aristata Publishing.

In aggiunta alla creazione di tavole a fumetti, il percorso artistico si è evoluto anche all'arte della pittura, realizzando quadri che trattano dei propri personaggi in una sorta di autocitazione pop-art. 

Nel campo dell'arte contemporanea infatti Magenta e le sue altre sexy eroine sono i soggetti, dei dipinti in cui queste figure vengono ritratte da una dimensione reale umana fino a grandi primi piani. Oltre ad alcune gallerie d’arte (“Mondo Bizzarro Gallery” a Roma, “Galleria Del Palazzo Enrico Coveri”, di Firenze, “Giò Art” di Lucca), da alcuni anni, le opere pittoriche di Nik Guerra sono state esposte in mostre personali, fra le quali quella esclusiva di Cartoomics 2010 presso la Fiera di Milano.

Nel Novembre 2010 esce l'artbook, edito da Edizioni Il Grifo, "LA FEMME EN NOIR", oltre 100 pagine che ripropongono una retrospettiva di pinup e quadri.

Leone Frollo


Nato a Venezia, Leone Frollo ha sempre abitato nella zona di Rialto. Esordisce nel fumetto nel 1948 con un western. Dieci anni dopo, conseguita la laurea in architettura, inizia una fitta collaborazione con l’agenzia inglese Fleetway, disegnando storie di guerra. Passa successivamente al “fumetto rosa” con una serie per ragazzine e, nel corso degli anni, attraversa vari altri generi, dalla fantascienza all’horror.

In anni più recenti collabora con molti editori, da quelli di nicchia come Glittering Images e Glamour, ai più popolari come Rizzoli e Mondadori per il quale illustra due manuali per imparare le lingue (inglese e francese). Suoi lavori sono pubblicati da varie riviste, anche per ragazzi, come il "Corriere dei piccoli", "Skorpio" e "Lanciostory".

Ma è nell’erotismo che sviluppa maggiormente le proprie attitudini. Negli anni Settanta inizia una lunga collaborazione con case editrici che pubblicano fumetti “per adulti”, disegnando Lucifera, Biancaneve, Naga e altre affascinanti eroine. 

Da ricordare anche la serie Casino, ambientata in una casa di tolleranza parigina del 1898 e basata sulle esperienze delle ragazze di Madame Con.

L’ambiente e i costumi dei primi decenni del Novecento affascinano l’artista anche quando dà vita al capolavoro Mona Street, incentrato sulle avventure erotiche di un’avvenente americanina di Boston appena uscita dal college. 

Dopo questa esperienza artistica, alla quale è particolarmente affezionato, il Maestro di Rialto abbandona il fumetto per dedicarsi totalmente alla illustrazione erotica, mettendo su carta con acquerelli, matite e pastelli colorati, un erotismo elegante che molto deve alle atmosfere rétro, alle suggestioni della belle époque e alla raffinata decadenza di una Venezia che non c’è più.

Gli ultimi fumetti a china sono raccolti nel volume I Signori della Notte e altriracconti: dalle storie di Mona Street, ai racconti per Diva e Playmen comix.

Guido Crepax

  
Nato a Milano nel 1933, Crepaxsi avvicina al mondo del fumetto dopo aver lavorato per qualche anno nel mondo della pubblicità, mondo che non abbandonerà mai insieme a quello dell’illustrazione a tutto tondo. Nel 1963 crea il personaggio che lo ha inserito di diritto tra i grandi della storia del fumetto italiano e internazionale, quella Valentina che passa dall’essere semplice comprimaria a stella di prima grandezza lungo i primi volumi a lei dedicata, grazie alla commistione di erotismo, surrealismo e avventura che  Crepax riesce a infondere alle sue storie.



Ma la grandezza di Valentina e del suo autore sono da ricerca in special modo nella capacità di Crepax di prendere la tavola del fumetto e romperla, capovolgerla, rivoluzionarla divenendo uno degli autori più influenti del fumetto dagli anni ‘60 in poi. Altri personaggi sono stati Anita, Bianca e Belinda e non possono essere tralasciate le molte trasposizioni di romanzi o racconti di autori del passato come Dr. Jekyll e Mr. HideConteDraculaIl Processo di Frankz Kafka o il Frakenstein di Mary Shelley, una delle ultime opere disegnate da Crepax prima che si spegnesse il 31 luglio del 2003, esattamente 4 anni fa oggi.

Il personaggio di Valentina, famosissimo a livello internazionale, ha goduto lungo la sua lunga vita editoriale di una trasposizione cinematografica basata sul volume Baba Yaga e di una versione televisiva con una serie di telefilm andata in onda nel 1988 dove venne interpretata da Demetra Hampton. 


Tre anni dopo la sua scomparsa, la mostra Guido Crepax - Valentina, la forma del tempo è stata dedicata al lavoro del fumettista:


venerdì 17 giugno 2011

Caro colezzionista - Anaïs Nin





Negli anni quaranta, Anaïs Nin ed Henry Miller camparono per un certo periodo scrivendo racconti erotici per un uomo che li pagava a pagina. Il cliente, che si faceva chiamare "il collezionista", mantenne sempre l'anonimato, scatenando l'indignata curiosità dei due grandi autori che prestavano il loro talento e la loro penna per soddisfare i suoi capricci. Questo collezionista non apprezzava il loro stile e in ripetute occasioni pretese che "lasciassero perdere la poesia" e si concentrassero solo sul sesso, perchè il resto non lo interessava. Anaïs Nin gli scrisse questa lettera a firma propria e di Henry Miller.

"Caro collezionista, 

noi la odiamo.


Il sesso perde ogni potere quando diventa esplicito, meccanico, ripetuto, quando diventa un’ossessione eccanicistica. Diventa una noia. Lei ci ha insegnato più di chiunque altro quanto sia sbagliato non mescolarlo all’emozione, all’appetito, al desiderio, alla lussuria, al caso, ai capricci, ai legami personali, a relazioni più profonde che ne cambiano il colore, il sapore, i ritmi, l’intensità.

Lei non sa cosa si perde con il suo esame al microscopio dell’attività sessuale, con l’esclusione degli aspetti che sono il carburante che la infiamma. Componenti intellettuali, fantasiose, romantiche, emotive.

Questo è quel che conferisce al sesso la sua struttura sorprendente, le sue trasformazioni sottili, i suoi elementi afrodisiaci.

Lei sta rimpicciolendo il mondo delle sue sensazioni. Lo sta facendo appassire, morir di fame, ne sta prosciugando il sangue. 

Se lei nutrisse la sua vita sessuale con tutte le emozioni e le avventure che l’amore inietta nella sessualità sarebbe l’uomo più potente del mondo.

La fonte del potere sessuale è la curiosità, la passione. Lei sta lì a guardare questa fiammella morire d’asfissia. Il sesso non prospera nella monotonia. 

Senza sentimento, invenzioni, stati d’animo, non ci sono sorprese a letto.

Il sesso deve essere annaffiato di lacrime, di risate, di parole, di promesse, di scenate, di gelosia, di tutte le spezie della paura, di viaggi all’estero, di facce nuove, di romanzi, di racconti, di sogni, di fantasia, di musica, di danza, di oppio, di vino.

Ci sono tanti sensi minori, che buttano come tanti affluenti nel fiume del sesso, arricchendolo.

Solo il battito unito del sesso e del cuore può creare l’estasi. “


Anaïs Nin